AUTO-BIOGRAFIA:
Questa è la prima stesura; i dati verranno integrati da moltissime immagini, e verranno aggiornati nel corso del tempo.
ASCENDENTI in linea paterna:
1) PROFILI ANGELO (1880- 1935) padre di Aurora (1912-1983), Sereno (1913-1996), Livio (1920-2000), Lidia (1922-1986);
2) PROFILI DOMENICO, (1883) detto Miminu, padre di Moderno (1920) e Solisca;
3) PROFILI ANTONIO (1886-1961, mio nonno) > Paolino (1912- 1985, mio padre), Spartaco (1920- 1988), Nilo (1924- );
4) PROFILI FRANCESCO (1893- 1879) zio Checco = morto a 86 anni--
nonno Antonio PROFILI (24 ago 1886- Esa 5 marzo 1961) 75 anni ***
--intervista a zio Nilo (18 lug 2010):
--I padroni non gli davano lavoro, perché era comunista. I preti non gli davano lavoro, perché era ateo. Gli restavano soltanto i contadini, se si faceva pagare poco (cioè meno degli altri “concorrenti”), e quindi riducendo ancora il suo scarno guadagno. Per questo decise di emigrare in america.
Durante il viaggio in mare un tizio gli propose varie volte di giocare soldi a carte. Dopo i netti rifiuti, il tizio gli rivelò che aveva fatto bene, perché tutte le carte del mazzo erano “segnate”, e il baro conosceva perfettamente tutte le carte che aveva in mano l’avversario.
--In America, tentarono di assassinarlo ben due volte:
1) Quando fu inviato in qualità di “ingegnere” (lui che era un semplice -seppur bravo- muratore-imprenditore nel campo edilizio). Previamente allarmato dal fatto che nessuno degli altri “ingegneri” (i primi ingegneri veri) fosse arrivato a destinazione, e sospettoso perché nessun altro voleva andarci, mio nonno si era munito di una pistola; quindi, allorché la guida indigena che doveva accompagnarlo lo assaltò armata di machete, gli sparò; la guida rotolò in basso, e lui non andò a sincerarsi delle sue condizioni di salute; ritornò in fretta al cantiere precedente, spiegando agli altri il motivo per cui tutti gli altri “ingegneri” erano “spariti”.
2) In prossimità del suo rientro in Italia (con tutti i soldi guadagnati), qualcuno (un italiano o un parente) sabotò i freni del carrello sul binario della miniera, per farlo fracassare nella curva in discesa, e per carpirgli tutti i soldi così faticosamente guadagnati. Riuscì a rallentare lo stesso quanto bastava, con prontezza e intelligenza, sottraendosi una seconda volta alla morte










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